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danni asfissia da parto

Risarcimento per asfissia da parto

Pochi minuti di sofferenza respiratoria, durante le fasi concitate del parto, possono causare danni alla salute del neonato. La Legge e la Giurisprudenza italiane sono concordi nel riconoscere pieno risarcimento per i danni subiti dal neonato che abbia sofferto di asfissia da parto.

Che cos’è l’asfissia da parto

Il feto vive nel grembo materno dal suo concepimento, fino al delicato momento del parto. La sua ossigenazione avviene per mezzo del sangue che, ricco di ossigeno, viene trasferito dalla placenta al feto, dalle vene presenti nel cordone ombelicale. Nei casi di alterazione eccessiva della pressione arteriosa della madre, di compromissione del normale funzionamento dell’utero, di sofferenza della placenta, di compressione del cordone ombelicale ed in molti altri, può verificarsi una carenza di ossigeno per il nascituro che potrebbe generare dei danni. A tali situazioni di penuria di ossigeno per il nascituro, i sanitari dovrebbero correre ai ripari stimolando il parto o optando per un parto cesareo.
Il parto è costituito da varie fasi in cui le condizioni di salute della mamma e del nascituro debbono essere monitorate in maniera adeguata dai sanitari preposti. Le contrazioni dell’utero fanno sì che il bambino si affacci alla vita, ma allo stesso tempo creano un restringimento dei vasi sanguigni che, a fasi alterne, provoca mancanza di ossigeno al nascituro. Il piccolo, in questi casi, cerca di sopperire con le sue scorte di ossigeno, che purtroppo in pochi minuti terminano di essere efficaci. Fisiologicamente durante il parto il bambino riesce ad affrontare i ridotti spazi di tempo in cui non riceve ossigeno dall’organismo della madre, ma nel caso in cui il parto sia difficoltoso, o vi siano delle situazioni di sofferenza pregresse dei maccanismi fisiologici che consentono al neonato di respirare, questi potrà iniziare a patire poiché i momenti di assenza di ossigeno si dilateranno. Nel corpicino del neonato, si verificherà la cosiddetta condizione di ipossia, definita come mancanza di ossigeno nel sangue, nei tessuti e negli organi, accompagnata dalla ipercarbia, ossia l’aumento del livello di anidride carbonica nell’intero organismo. Tale condizione fa sì che il bambino inizi a produrre energia in mancanza di ossigeno, attraverso il processo denominato metabolismo anaerobico che genera a suo volta un incremento notevole di acido lattico nel sangue. Un alto livello di anidride carbonica ed acido lattico nel sangue provocano acidosi. La condizione acida del sangue e la mancanza di ossigeno determinano una diminuzione della funzionalità cardiaca, bassa pressione arteriosa è sempre minore afflusso di sangue al cervello. Ed è qui che l’organismo del neonato inizia a subire i primi danni neurologici e fisici da asfissia da parto. La gravità dei danni è proporzionalmente rapportata al tempo in cui l’organismo del piccolo sia costretto a soffrire della mancanza di ossigeno. Nel caso in cui si verifichi una condizione di assenza di ossigeno che si prolunghi per 9-10 minuti, il piccolo subirà danni gravi, dovuti alla necrosi dei neuroni e di tutte le altre cellule non ossigenate.

Quando si può chiedere un risarcimento danni da asfissia da parto

Nel caso in cui il neonato abbia riportato uno o più danni dovuti ad asfissia da parto, il risarcimento può avere luogo qualora si sia configurata una responsabilità medica, un grave errore medico o una responsabilità della struttura ospedaliera. Tali condizioni, molte volte, possono realizzarsi anche congiuntamente. Per ottenere il risarcimento deve dimostrarsi il collegamento causale tra la condotta dei sanitari ed i danni riportati dal bambino.
Durante tutte le fasi del parto, i sanitari, in particolare l’ostetrica ed il medico, debbono ottemperare ad uno specifico obbligo di cura professionale nei confronti della madre e del bambino che deve concretizzarsi tenendo conto delle linee guida e delle buone pratiche mediche riconosciute dalla comunità scientifica. La condotta diligente dei sanitari è fondamentale affinché, qualsiasi difficoltà venga risolta tempestivamente e nel migliore dei modi. La struttura ospedaliera, dal canto suo, deve predisporre tutte le strumentazioni necessarie ed efficienti cosicché si possa affrontare ogni tipo di evenienza agevolmente.
Tra le voci di danno che si possono richiedere in corrispondenza di pregiudizi causati dall’asfissia da parto, si annoverano: il danno alla salute del bambino ed a quella dei genitori, il danno morale ed esistenziale del bambino e dei genitori ed infine il danno economico subito dagli stessi.

staff • Aprile 7, 2020


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