WEBAX | WEB ARTICLE X

Le recensioni per i siti interessanti!

Contratti e polizze assicurative per commercialisti

La riforma delle Professioni avviata con il DPR n. 137 del 7 agosto 2012, in attuazione dei principi dettati dall’articolo 3, comma 5, del Decreto Legge n. 138 del 2011 in materia di professioni regolamentate, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012, ha previsto in capo a tutti i professionisti, iscritti ad Ordini e Collegi (commercialisti, ingegneri, consulenti del lavoro ecc..) l’obbligo di stipulare una polizza di assicurazione professionale. Per la precisione, il D.L. n. 138/2011 aveva in origine fissato la decorrenza dell’obbligo a partire dal 13 agosto 2012 o in data anteriore, nel caso in cui il regolamento attuativo della riforma degli ordinamenti professionali fosse stato approvato prima di tale data. Il D.P.R. n. 137/2012 ha, invece, concesso, per l’adempimento a tale obbligo, ai professionisti una proroga di dodici mesi decorrente dalla data di entrata in vigore di quest’ultimo. Ne deriva che dal 15 agosto 2013 la stipulazione della polizza per attività commerciali è diventata un obbligo giuridico per il libro professionista iscritto in Ordini e Collegi professionali. Le condizioni dei contratti aventi ad oggetto le polizze assicurative in questione possono anche essere concordate in convenzione con i Consigli Nazionali e con gli enti previdenziali dei medesimi professionisti.

L’obbligo in questione ha lo scopo di tutelare i clienti dai danni che con colpa (l’assicurazione non copre, invece, i danni causati con dolo) siano stati loro provocati dal professionista nell’esercizio dell’attività professionale, ivi incluse le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. La violazione dell’obbligo costituisce illecito disciplinare e non più solamente deontologico. In particolare, l’obbligo incombe su coloro che esercitano una professione regolamentata, intendendosi per quest’ultima quelle attività che possono essere esercitate solo previa iscrizione a Ordini e Collegi e sempre se si sia in possesso dei requisiti di professionalità richiesti dalla legge. Secondo quanto previsto dal decreto de quo, al momento in cui assume l’incarico, il professionista ha l’obbligo – la cui violazione del quale costituisce anch’essa illecito disciplinare – comunicare al cliente gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva. Da tale obbligo discendono due importanti principi: il primo che il rischio principale cui mira a offrire protezione la polizza riguarda i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale; il secondo che un tale obbligo non sussiste nel caso di professionisti che svolgono la propria attività nell’ambito di un lavoro dipendente e in cui manca un rapporto tra professionista e cliente.

Con riferimento, poi, all’importo massimo coperto dalla polizza, quest’ultimo dovrebbe essere determinato in base al tipo di rischio che potrebbe derivare al cliente e determinabile in base alla natura dell’attività professionale esercitata: più quest’ultima è svolta in settori particolarmente delicati, più sarà elevato il massimale. Si tratta di una previsione particolarmente importante, perché laddove il contratto di assicurazione per commercialisti non avesse previsto la copertura di rischi specifici, potrebbe derivare per il professionista anche la perdita del cliente o la necessità d’integrare la polizza nel caso in cui intendesse ottenere nuovi incarichi in futuro.

 

staff • Febbraio 3, 2014


Previous Post

Next Post