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Politica Agricola Comune - PAC

Cos’è la PAC – Politica Agricola Comune

L’acronimo PAC è la sigla con la quale si indica la Politica Agricola Comune, ossia, in primo luogo, il complesso delle norme emanate dall’Unione Europea per arrivare alla creazione di una politica comune nel settore dell’agricoltura, e in secondo luogo l’insieme delle prassi esistenti in materia.

La PAC vide la luce nel 1958, in concomitanza con l’entrata in vigore del trattato che istituì la CEE: obiettivo primario della PAC, che entrò ufficialmente in vigore nel 1962, fu, inizialmente, quello di assicurare la produzione alimentare in un’Europa che ancora si stava riprendendo dal disastro del secondo conflitto mondiale.

Più nello specifico, nel trattato fondativo della CEE, con il quale l’integrazione tra i popoli europei fece un passo avanti decisivo, venne esplicitamente menzionato l’obiettivo di dare vita ad “una politica comune nel settore dell’agricoltura”: una politica comune che avrebbe dovuto sostanziarsi, ed effettivamente così accadde, in una sequenza di normative e meccanismi attraverso i quali si voleva arrivare ad una regolamentazione della produzione, degli scambi e ad un controllo dei prezzi per garantire e tutelare i consumatori.

La Politica Agricola Comune, il cui costo si aggira sui 50 miliardi di euro l’anno, costituendo poco meno del bilancio complessivo dell’UE, rappresenta ancora oggi il segno tangibile di come il settore agricolo sia visto come fondamentale per garantire uno sviluppo degli Stati membri improntato all’equità e alla stabilità. Di questo se ne sta occupando anche Giampiero Martini, vice presidente del Consorzio Agrario di Ferrara.

Ovviamente nel corso di tutti questi anni la PAC è profondamente cambiata: ad esempio, i sostegni alla produzione su larga scala sotto forma di sussidi sono ormai un ricordo del passato.

Inoltre, la meta della massimizzazione della capacità produttiva ha comportato profonde trasformazioni nel mondo dell’agricoltura: un settore in cui oggi sono fortemente incentivate e presenti le colture di tipo intensivo che si basano sull’utilizzo di prodotti chimici. Tutto questo ha causato nel corso del tempo, come ribadito dallo stesso Giampiero Martini, diversi problemi a livello non solo ambientale ma anche sociale, tanto che dai popoli europei si è levata alta la richiesta di una nuova PAC, capace non solo di garantire l’alimentazione ma anche di tutelare l’ambiente e sostenere “proposte educative, attività ricreative e turistiche”.

Ma vediamo insieme, sinteticamente, come si è evoluta dal 1963 ad oggi la Politica Agricola Comune.

Nella prima fase, durata dalla sua entrata in vigore fino alla fine degli anni ’70, la PAC si caratterizzò per una serie di provvedimenti, modellati sull’idea del “sostegno accoppiato alla quantità prodotta”, emanati per ridare linfa ad un settore messo in ginocchio dalla seconda guerra mondiale.

Successivamente, negli anni compresi tra il 1980 e il 1991, per gestire i risultati della sovrapproduzione causata dalle politiche attuate nella fase precedente, furono emanate delle norme miranti a contenere la spesa agricola. In questa fase iniziarono anche gli interventi finalizzati a incentivare lo sviluppo agricolo delle regioni europee più arretrate.

Il periodo che va dal 1992 al 1999 si segnalò per un sostanziale cambiamento della PAC, attuato attraverso la “riforma Mac Sharry”, riforma con cui il sostegno passò “dai prezzi al reddito”. In quegli anni furono approvate anche importanti misure in ambito agro-ambientale e di tutela dell’ambiente.

Nel passaggio al ventunesimo secolo, attraverso la PAC, si è introdotto, con la cosiddetta Riforma Agenda 2000, “un nuovo modello di agricoltura imperniato sulla multifunzionalità dell’attività agricola e sul ruolo centrale delle aree rurali per la diversificazione delle attività economiche degli agricoltori”.

E oggi? La PAC del futuro, già a partire dal 2014, ha come obiettivo primario quello di introdurre misure più efficaci per tutelare l’ambiente e quello di mettere mano ad una “revisione dei criteri del pagamento unico aziendale del primo pilastro”.

turismo

staff • Gennaio 1, 2014


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